Scoperta
variante di PEDS1 che causa microcefalia
ROBERTO COLONNA
NOTE E
NOTIZIE - Anno XXIII – 31 gennaio 2026.
Testi pubblicati sul sito www.brainmindlife.org della Società Nazionale
di Neuroscienze “Brain, Mind & Life - Italia” (BM&L-Italia). Oltre a
notizie o commenti relativi a fatti ed eventi rilevanti per la Società, la
sezione “note e notizie” presenta settimanalmente lavori neuroscientifici
selezionati fra quelli pubblicati o in corso di pubblicazione sulle maggiori
riviste e il cui argomento è oggetto di studio dei soci componenti lo staff dei recensori della Commissione Scientifica della Società.
[Tipologia del testo: RECENSIONE]
Lo studio dei disturbi
neuroevolutivi è sempre di grande attualità perché, se è vero che
importanti acquisizioni in questo campo hanno fatto luce su eziologia e
patogenesi di numerose condizioni congenite, è pur vero che la strada da percorrere
per rispondere a tutte le domande ancora prive di risposta è molto lunga e
richiederà molte scoperte. In particolare, le vie che portano dalla causa del
disturbo neuroevolutivo allo specifico quadro neuropatologico sono ancora poco
conosciute.
Alana Amelan
e colleghi coordinati da Sagiv Shifman hanno impiegato filtri CRISPR knockout
estesi all’intero genoma in cellule staminali embrionali del topo
differenziantesi in linee di cellule neurali, identificando centinaia di geni
essenziali, di cui solo una minoranza è risultata essere implicata nella genesi
di disturbi neuroevolutivi (NDD, da neuro developmental
disorder). I geni dominanti NDD erano arricchiti da regolatori
trascrizionali, mentre i geni NDD recessivi erano prevalentemente implicati in
processi metabolici.
I ricercatori hanno generato
8 modelli murini per 8 differenti geni: nella metà dei modelli era presente
microcefalia, ma Amelan e colleghi hanno focalizzato
l’attenzione sul gene Peds1 e l’enzima che codifica, ottenendo un risultato molto
rilevante.
(Amelan A. et al., CRISPR knockout screens reveal genes and pathways essential for neuronal differentiation and implicate PEDS1 in neurodevelopment
. Nature Neuroscience – Epub ahead of print doi: 10.1038/s41593-025-02165-0, 2026).La
provenienza degli autori è la seguente:
Department of Genetics, The Alexander Silberman Institute of Life Sciences, The
Hebrew University of Jerusalem, Jerusalem (Israele); INSERM
Unit 1231, Université de Bourgogne-Europe, Dijon (France); Department of
Pediatrics & Genetics, Makassed Hospital &
Al-Quds Medical School, East Jerusalem (Palestine); Department of Molecular
Neurobiology, Institute for Developmental Research, Aichi Developmental
Disability Center, Kasugai (Giappone); Department of
Genetics, Hadassah Medical Center, Jerusalem (Israele);
Faculty of Medicine, The Hebrew University of Jerusalem, Jerusalem (Israele); Department of Neurochemistry, Nagoya University
Graduate School of Medicine, Nagoya (Giappone).
Consideriamo
gli 8 modelli sperimentali murini generati e studiati da Alana Amelan e
colleghi per i seguenti 8 geni: Eml1, Dusp26, Dynlrb2, Mta3, Peds1, Sgms1,
Slitrk4 e Vamp3.
I ceppi di
topo modelli delle malattie neuroevolutive, causate da mutazioni in questi 8
geni, rivelavano marcate anomalie neuroanatomiche e, nella metà dei casi,
presentavano un marcato iposviluppo dell’encefalo e
della sua custodia ossea cranica, configurando la malformazione definita
microcefalia.
Come abbiamo
già riportato più sopra, i ricercatori hanno prescelto Peds1 e il suo prodotto
PEDS1 per l’approfondimento sperimentale. La proteina PEDS1 è un enzima
chiave per la biosintesi del plasmalogeno: Amelan
e colleghi hanno identificato una variante biallelica
in individui che presentavano un globale ritardo evolutivo, con ritardata
acquisizione delle principali tappe dello sviluppo psiconeuromotorio,
cataratta congenita bilaterale e microcefalia. Lo studio del modello murino
della condizione di disturbo neuroevolutivo causata da mutanti del gene Peds1
ha consentito di accertare i processi-chiave per lo sviluppo della patologia:
1) uscita accelerata e prematura dal ciclo cellulare e 2) compromissione della
differenziazione e della migrazione neuronica nell’encefalo.
L’alterazione
di queste vie richieste per la differenziazione neuronica fornisce una traccia
importante per la scoperta di altri geni responsabili di disturbi dello
sviluppo del sistema nervoso centrale.
L’autore della nota ringrazia la dottoressa Isabella
Floriani per la correzione della bozza e invita alla lettura delle recensioni di argomento connesso che appaiono nella sezione
“NOTE E NOTIZIE” del sito (utilizzare il motore interno nella pagina “CERCA”).
Roberto
Colonna
BM&L-31 gennaio 2026
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